Scuola per una cittadinanza responsabile. Conoscere per decidere
Anno 2025/2026
“Conflitto e Costituzione. Gli strumenti della democrazia per governare il conflitto e preservarne la potenza trasformativa”.
Il tema del corso di quest’anno è “Conflitto e Costituzione. Gli strumenti della democrazia per governare il conflitto e preservarne la potenza trasformativa”.
È molto antica la consapevolezza che il conflitto sia immanente in ogni società e nelle relazioni che la compongono.
Esso occorre naturalmente ogniqualvolta ci si trovi a entrare in relazione con il pensiero, il bisogno il desiderio, l’agire di un altro da sé in un contesto che entrambi li contenga. Situazione dunque naturale per l’uomo, essere sociale.
Conflitto è etimo che logicamente descrive la op-posizione, e dunque l’urto, la collisione tra due individui, due entità e il cum-fligo è esso stesso un venire in contatto, un incontro dunque, seppure violento, seppure tra diversi, se non ostili. Una radice rintracciabile in moltissime lingue.
L’etimologia ci dice perciò che in origine per conflitto si intende un incontro generativo tra realtà differenti. E conflitto e guerra non sono lemmi equivalenti, a meno che non si faccia residualmente riferimento al conflitto non componibile, irriducibile, che conduce alla guerra.
Se questa è la premessa, questo corso di formazione – rivolto ad insegnanti di tutte le discipline di istituti superiori e ai loro studenti – affronta la questione ricorrendo a saperi multidisciplinari, che forniscono elementi di approfondimento e riflessione giovandosi del sapere costituzionalistico, di quello giurisdizionale, filosofico, storico, letterario e fornendo ai corsisti ed ai loro studenti anche un emblematico caso di composizione del conflitto, e cioè il processo di pacificazione in Mozambico.
L’intento è quello di fornire elaborazione utile per la formazione degli studenti, in un tempo in cui il tema del conflitto così da vicino riguarda la vita di ciascuno, e insieme valorizzare gli strumenti che la democrazia costituzionale mette a disposizione per leggerlo, gestirlo e comporlo.
Il corso 2025/2026 ripropone il modulo già adoperato nelle scorse edizioni, che prevede che i corsisti siano in continuo rapporto dialogico con relatori e discussant, proponendo temi di approfondimento, osservazioni personali e sviluppo dei temi affrontati, giovandosi di quanto elaborato nei gruppi di lavoro. L’intento, infatti, non è quello di fornire solo materiali di approfondimento, bensì di porre ciascun docente nella condizione di trarre spunto e alimento dagli incontri e dalle discussioni con le personalità che animeranno il corso per farne materia viva della propria attività didattica.
Il corso si articola mediante il dialogo tra docenti e studenti da una parte, e studiosi ed esperti dall’altra, in grado di collegare i temi dell’insegnamento di educazione civica al lavoro didattico e alla formazione di una più consapevole coscienza civile dei discenti. Relatori e discussant saranno scelti tra professori ed esperti di varie discipline in grado di orientare la propria competenza in un intreccio interdisciplinare che favorisca il dialogo e lo scambio di esperienze con le giovani generazioni.
La riflessione procederà, nella prima fase, attraverso il confronto e lo scambio di idee tra docenti partecipanti e autorevoli personalità esterne alla scuola, individuate in relazione al tema prescelto. Nella seconda parte, saranno gli studenti a intervistare gli Autori sulla base dei materiali forniti da questi ultimi. Replichiamo, in questa fase, l’esperienza di flipped classroom già positivamente sperimentata nelle tre precedenti edizioni.
Il corso, della durata complessiva di 52 ore (38 tra seminari, incontri/interviste, lavori di gruppo e conferenza conclusiva e 14 di lavoro individuale), è rivolto ai docenti di tutte le discipline degli Istituti di Istruzione secondaria statale e paritaria di secondo grado del Lazio, della Puglia, e delle Marche ed è articolato in sette incontri tematici e in lavori di gruppo.




