Tribuna

Giancarlo Montedoro

Piccole, sommarie, certo utopistiche idee per affrontare il tema eterno della povertà e quello attuale della ripresa: spostare risorse dalla previdenza all’assistenza; dai vecchi ai giovani; legare il sussidio – necessario e sacrosanto per l’emergenza – al lavoro favorendo con i sussidi e microcredito la nascita di piccole attività d’impresa (se il sussidio diventa non lavoro la società è condannata e l’uomo perde dignità); abbattere ostacoli burocratici e fiscali alla nascita delle attività imprenditoriali; promuovere una cultura dell’osservanza fiscale attraverso l’uso dei mezzi di comunicazione di massa ed i controlli informatici.

Abbassare gradualmente le aliquote con il recupero dell’evasione. Ridurre gli apparati pubblici. Vincere la cultura antimprenditoriale della lamentazione che aspetta tutto dall’alto. La vita è qui ed ora. Puntare sul terzo settore più che sul welfare statale o pubblico. Favorire però nel contempo mille attività sociali in partenariato pubblico-privato. Tornare ad attività conformative delle imprese al di là della mera regolazione dei mercati. Promuovere investimenti finanziari ad impatto sociale alto ed ambientalmente sostenibili. Chiedere alla finanza non soldi a fondo perduto (criticare chi ne parla spesso a favore di chi per anni ha realizzato extraprofitti o peggio ha evaso il fisco) ma investimenti di qualità e ad alto tasso di occupazione anche sul territorio.

Puntare su scuola e sanità. Solo un popolo che conosce le lingue e le tecnologie può sopravvivere. Ma sopravvive meglio certamente conservando la propria straordinaria cultura umanistica. Lotta europea ai grandi monopoli (i Big players).

Queste soluzioni (liberalsocialiste) sarebbero praticabili e sintoniche con la nostra cultura (correggendone difetti assistenzialistici – la lamentazione – ed antistatalistici – l’evasione  fiscale – a vantaggio di noi stessi).

Basta lamentarsi e basta evadere. Unità d’Italia su questi due assi. E rilancio dell’Ue in nome della società aperta e della lotta al capitalismo della massima sorveglianza che agita la questione sociale mediante le agenzie di informazione con il vero intento di livellare la classe media dell’Occidente e creare una società sempre più a due livelli (gli esclusi dal gioco globale quasi tutti e gli inclusi pochissimi, cfr. Andamenti dell’indice Gini).

Dimenticavo: stare in Occidente. Pacificamente, rigettando le guerre, ma in Occidente.

Ps. La lotta di classe sta assumendo anche nuovi aspetti legati a finanza informatica e genomica ma il disagio si presenta nelle forme di sempre: la fame. L’impegno deve essere a due livelli. E poi pensare da subito alla loro saldatura. Partire dai sussidi e nello stesso tempo elaborare tutto uno strumentario che vada oltre i sussidi. Facile solo a dirsi mi rendo conto. Ma anche gli orizzonti sono importanti mentre si agisce per affrontare le urgenze.

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